Oggi ci impegniamo

via cavour
  1. Ci impegniamo ad essere un movimento al servizio di Firenze, per avere una città sempre dalla nostra parte nelle sfide difficili che il futuro ci riserva.
  2. Ci impegniamo parlando di numeri e di fatti, di progetti e problemi.
  3. Ci impegniamo attraverso la forza del web e l’amore per il vero associazionismo, convinti che i tempi siano provvidi per chi tratta le tecnologie come mezzi e le persone come fini.
  4. Ci impegniamo per i nostri negozi, i nostri artigiani, le nostre piccole imprese, convinti che nelle reti, nelle aggregazioni e nell’innovazione sia la vera sfida per affrontare la crisi della nostra economia e che una buona amministrazione debba avere necessariamente questa come priorità.
  5. Ci impegniamo per realizzare proposte vere per la vivibilità, per risolvere strutturalmente il problema della mobilità e per riuscire a coniugare le opportunità del turismo con il diritto a vivere la nostra città.
  6. Ci impegniamo a ragionare senza strumentalizzazioni, a parlare della sostanza dei problemi e a operare lontani dalle logiche di partito, di loggia, di interesse di categoria.
  7. Ci impegniamo per essere molto più di un gruppo di donne e uomini under 40; vogliamo essere un megafono e un’opportunità per tutti coloro che hanno un progetto da mostrare o un’istanza da far valere: orgogliosi di essere gente normale, con i nostri pregi e i nostri errori, vogliamo essere la voce della Firenze che ha innanzitutto rispetto di se stessa, e che fa ogni giorno della conservazione della propria onestà e della propria dignità la sua missione

 

Per poter leggere il nostro documento di intenti dettagliato basta un semplice CLICK

 

Cinque anni fa Firenze era una città intorpidita, una città dove le dinamiche politiche si ripetevano secondo uno schema rigido, sempre uguale a sé stesso. E’ giusto riconoscere che quella routine è stata forzata.

La politica fiorentina ha subito uno shock che ha portato alcuni buoni frutti, ma ben presto tutto ha toccato l’eccesso opposto: ora ogni azione amministrativa porta con sé una tensione, una continua e impaziente ricerca di clamore. I ritmi della città vengono stressati o rallentati assecondando esigenze calate dall’alto, in un’alternanza di stati d’animazione e di apatia: quando bisogna raggiungere un obiettivo che desti clamore si è sordi ad ogni altra istanza, mentre quando tutto rallenta si è disattenti alle energie propositive che ricercano interlocutori dal basso.

Questo è sbagliato e va cambiato.

È tempo di un movimento più intelligente e meno convulso. Un movimento dinamico, non frenetico, che sia in armonia con il ritmo fisiologico della città.

Firenze diventa grande se lascia respiro alla sua creatività, se lascia circolare le sue energie liberamente. È sempre stato così nella storia: è stato così con le attività familiari e le botteghe artigiane, vogliamo che sia così anche con le start-up tecnologiche, con l’accoglienza turistica di qualità e con chiunque avrà il coraggio domani di alzare una saracinesca.

Per questo ci impegniamo.