abUso di Ri-creazione

ab uso

di Jacopo Naldi – Studente della Scuola Holden e storyteller crossmediale 

Due settimane fa è stata inaugurato il nuovo cortile della Scuola Primaria Villani, in viale Giannotti. Uno splendido progetto che ha trasformato un’area sotto utilizzata, un parcheggio, in uno spazio dei e per i bambini della scuola. Forse la notizia l’avrete letta, o sentita, magari no. Ve la riassumiamo con qualche aggiornamento e riflessione aggiuntiva.

La bellezza del progetto sta nella sua formazione spontanea e nel suo risultato finale. Una riqualificazione dal basso veramente ben fatta e colorata che nella sua ideazione ha visto i bambini, con i loro disegni, primi protagonisti del cambiamento. Una rinascita – in attesa di un piano più vasto di riqualificazione del Comune – , partita dalla fantasia e dall’immaginazione degli allievi della scuola, resa reale da un lavoro, durato circa un anno, con tanti attori che hanno contribuito a questo traguardo. Tante energie e tempo dedicati come quelli messi, tra gli altri, da un gruppo di studenti universitari, supervisionati da un architetto urbanista, coordinati da una psicologa per l’infanzia, supportati dal corpo insegnanti e dai genitori dei bambini stessi.

Un recupero temporaneo con soluzioni a costo esiguo che ha visto la sensibilizzazione e il coinvolgimento di più fronti. Un risultato raggiunto anche grazie alla raccolta fondi organizzata lo scorso giugno, durante l’ultimo giorno di scuola, premiata dalle donazioni di genitori e residenti. Un plauso, nella storia, anche agli Angeli del Bello che hanno ripulito lo spazio dopo la famosa bufera del primo agosto e hanno continuato a dare una mano. Un progetto da elogiare perché ha dimostrato come interventi di questo tipo siano linfa di un vivere cittadino condiviso che può ridonare spazi alla città e a chi li vive. Consapevolezza e cittadinanza diffusa.

Era una vicenda che stavo seguendo già da prima che i giornali, il giorno dell’inaugurazione, ne parlassero. Mi sono sorpreso però di un fattore, per me importante, che è stato tenuto sottotraccia. Mi riferisco ai tanti nomi non usciti a livello mediatico di coloro che hanno fattivamente contribuito. Ve li elenco per ringraziarli pubblicamente, da cittadino, per quanto hanno donato alla Scuola, nella fattispecie, ma anche a tutta la città con l’esempio mostrato. Cecilia Masi (vice preside e coordinatrice del gruppo di lavoro delle insegnanti), Ester Riso, Teresa La Guardia, Daniela Faleburle, Anna Colantuono, Bianca Monferrini, Elena di Mauro (rappresentanti per fascia delle Insegnanti della Scuola Villani), Alessia Scarponi (psicologa dello sviluppo e dell’educazione), Francesco Degli Innocenti (rappresentate del Quartiere 3 di Firenze), Francesco Berni (architetto-urbanista), Priscilla Pieralli, Enrico Farolfi (rappresentanti dei genitori dei bambini della Scuola Villani).

Sono tanti (alcuni li ho anche dovuti tralasciare). Lo so. L’elenco è anche noioso ma serve per far capire in quanti hanno lavorato, in silenzio, al presente di questi e al futuro di altri bambini, aiutando a donare uno spazio dove poter giocare e crescere.

Quelli che ancora non ho citato sono il gruppo di studenti volontari, i realizzatori. Si chiamano “abUSO” e sono un gruppo formato da nove studenti di architettura che si occupano di ricerca e proggettazione. I campi dove indagano sono gli spazi residuali, frammenti di città, nei quali, con installazioni o progetti di recupero, danno vita a processi di riattivazione permettendo alle persone di riavvicinarsi e riappropriarsi, come in questo caso, dei propri luoghi. E’ un gruppo dinamico e sensibile verso alcune problematiche sociali con all’attivo ben nove lavori. Sono tentativi sparsi per lo spazio urbano che hanno dimostrato impegno, iniziativa, passione e voglia di provarci. A qualche d’uno, forse, sarà capitato di giocare in Piazza Annigoni, lo scorso anno, a calcio nello spazio “Free Match”, in uno dei luoghi senz’anima della nostra città, contribuendo a dare una visione alternativa con sorrisi e corse dietro ad un pallone.
Era un altro loro progetto, solo per citarne uno.

La questione ci interessa, come Gente di Firenze, perchè il lavoro è il tema fondamentale di questi mesi e del prossimo anno e vedere non riconosciuto un impegno e un lavoro, come quello messo dai giovani (e non) per il progetto “Ri-creazione” è un passaggio che non possiamo permetterci come città, e in generale come paese Italia, e non vogliamo che accada più. Per questo ne parliamo.